fondazione mario del monte per la sostenibilità del territorio modenense

3 autori 3 libri

lunedì 16 febbraio, ore 17,00

Laura Pennacchi. La moralità del welfare(Donzelli, 2008)

E necessario “concentrare l’attenzione, oltre che sui mezzi, sui fini dello sviluppo, utilizzando la strumentazione istituzionale del welfare per articolare una visione più ricca della ‘persona’ e della sua complessità multidimensionale, presupposti di un ‘umanesimo radicale’ di cui diritti, lavoro e cittadinanza si ripropongano come coordinate decisive. L’approccio dello ‘sviluppo umano’ viene proposto come il più adeguato per intraprendere questa scommessa decisiva per una rivitalizzazione della democrazia”.

martedì 3 marzo, ore 17,00

Piero Bevilacqua. Miseria dello sviluppo (Laterza 2008)

“C’è anche un compito critico da svolgere. Occorrerebbe, ad esempio, che l’economia, la scienza dominante del XX secolo, venisse ricondotta al rango degli altri saperi. Non sussiste più alcuna ragione perché essa conservi il dominio che ha conseguito sinora su tutti gli ambiti della nostra vita. Rischiando l’ovvio, riconosciamo tutti i grandi meriti che l’umanità le deve. Eppure, quei meriti non ci appaiono senza ombre. Come scienza, con il suo riduzionismo, con la rimozione della natura, l’economia ha incoraggiato lo sfruttamento illimitato del pianeta, ha separato la produzione della ricchezza dal mondo vivente, ha fallito nella capacità previsionale dei danni globali e incalcolabili che essa ha favorito”.

martedì 17 marzo, ore 17,00

Giorgio Ruffolo. Il capitalismo ha i secoli contati (Einaudi 2008)


“Quella sintesi di tecnica e di mercato che ha costituito il segreto del trionfo del capitalismo ne rappresenta oggi la prigione. Non è vero che la tecnica prescrive di fare tutto ciò che è fattibile. Essa prescrive di fare tutto ciò che è profittevole. Il problema, allora, non è quello di sottrarsi alla tecnica, ma di sottrarre la tecnica alle leggi del mercato, ponendola al servizio della conoscenza. In questo senso, l’equilibrio ecologico, l’arresto della crescita economica dell’avere, sterile e autodistruttiva, è la premessa necessaria di un umanesimo trascendente inteso allo sviluppo esistenziale della specie umana”.